Stabilimento Pirelli – Milano 1944

I danni subiti dallo stabilimento Pirelli di Bicocca durante i bombardamenti alleati, seppur molto ingenti, non intaccarono in modo significativo l’efficienza degli impianti dal momento che ad essere colpiti furono soprattutto i fabbricati. Si è calcolato, in maniera piuttosto attendibile che la produzione, al termine delle incursioni, risultava diminuita in percentuali che variavano dal 10 al 40 a seconda delle divisioni.

Pirelli

 

Colpiti una prima volta nella notte tra il 7 e l’8 agosto, gli stabilimenti di Bicocca furono nuovamente oggetto di attacco nella notte tra il 14 e il 15. Anche lo stabilimento di via Fara, detto la “Brusada”, era stato bombardato pesantemente nel corso degli attacchi aerei dell’agosto ’43. Sul sito, nel corso degli anni ’50, sarebbe sorto il grattacielo Pirelli.Gli stabilimenti furono oggetti di altri attacchi il 20 ottobre ’44, nel giorno della tragedia della scuola Crispi di Gorla. In quella circostanza si contarono 45 morti.Già al termine del 1945 molti dei danni risultavano riparati, a testimonianza di una volontà spasmodica di ripartire che innervava lo spirito della città. Questo era stato reso possibile anche dal fatto che, a differenza di quanto accaduto in altre realtà industriali milanesi, negli stabilimenti Pirelli non erano stati asportati macchinari.La produzione, che nei primi mesi del ’45 aveva visto un netto rallentamento, nelle settimane a ridosso della Liberazione subì una decisa battuta d’arresto. Ma già dai primi giorni di maggio la produzione poté lentamente riprendere grazie alle scorte di gomma naturale e sintetica che erano state approvvigionate e occultate al controllo nazista. Sarà poi anche grazie alle materie prime promesse dagli anglo americani che si poté incrementare la produzione fino a portare Pirelli a essere una delle realtà del settore più importanti al mondo.

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