La Basilica di Sant’Ambrogio – Milano 1943

Il primo colpo la basilica ambrosiana lo ricevette l’8 agosto 1943, quando uno spezzone incendiario colpì la cupola della cappella di Santa Savina senza tuttavia propagarsi oltre. Sono solo le prime avvisaglie. I colpi più tremendi portati al tempio di Ambrogio non tarderanno ad arrivare. Nella sera del 14 e soprattutto durante la notte del 15 agosto la basilica subisce terribili affronti che la devastano.

Sant'Ambrogio

Almeno otto sono gli ordigni che investono il complesso o le sue immediate vicinanze. Unitamente a queste, che creano lo sfacelo documentato in foto, si aggiungono centinaia di spezzoni incendiari che completano l’opera, sgretolando la copertura della chiesa e i tetti dell’oratorio. Distrutte anche le sacrestie e il casino dei Canonici, anche del porticato bramantesco, che versava in condizioni disperate, non restarono in piedi che due campate. Tutta la zona fu oggetto di feroci devastazioni, in virtù della vicinanza con la caserma Garibaldi che venne infatti colpita così come il Monumento ai caduti e alla vicina Università Cattolica. Fu soltanto grazie al piano preventivo messo in atto sotto la direzione di Gino Chierici che il complesso ambrosiano non fu completamente raso al suolo e poté essere ricostruito.

 

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