Hotel Regina – Milano, 1944

Nel cuore di Milano, a ridosso della Galleria e a due passi dai simboli più conosciuti della città, il Duomo e il Teatro alla Scala, c’è un elegante palazzo che ospita una banca e alcuni negozi. Nel corso della feroce occupazione nazista di Milano era sede dell’Hotel Regina, situato all’angolo tra le vie Santa Margherita e Silvio Pellico e divenuto tristemente noto per le vicende che riportiamo.

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Requisito dai tedeschi nel settembre del ’43, venne circondato da barriere di filo spinato e illuminato da proiettori. A cosa si dovevano tutte queste precauzioni? Vi si era insediato il comando delle SS e il quartiere generale della Gestapo, comandato dal famigerato Otto Koch, noto con l’appellativo di “cucinatore di Ebrei” e solo omonimo dell’altro Koch, Pietro, che in quegli stessi mesi compiva atroci nefandezze a Villa Triste. Nell’hotel Regina operavano il colonnello Walter Rauff (inventore dei camion della morte) e Theodor Saevecke, noto a tutti come Theo, che dirigeva la repressione antipartigiana ed era responsabile della morte di 15 partigiani fucilati per rappresaglia a piazzale Loreto il 10 agosto 1944. Ai suoi ordini era Walter Gradsack, detto il macellaio per le tecniche di tortura usate al fine di estorcere confessioni. L’hotel Regina verrà abbandonato dai nazisti, sotto controllo delle truppe americane, soltanto il 30 aprile 1945.

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