Uccisione di 15 antifascisti in piazza Loreto – Milano, 1944

Piazzale Loreto rappresentava, all’epoca dei fatti, un punto di convergenza importante di tutti i lavoratori che arrivavano dalla provincia e di coloro che al tempo stesso si muovevano verso le fabbriche della Brianza. Perché proprio quel grande rondò anonimo era stato scelto come luogo simbolico per esporre i corpi trucidati di Benito Mussolini, Claretta Petacci e degli altri gerarchi del regime? Nell’Agosto del ’44 una bomba dei Gap aveva fatto saltare un camion militare tedesco all’altezza di viale Abruzzi 77, provocando 8 morti e alcuni feriti. Per rappresaglia – ma alcuni tendono a escludere che si sia trattato di vendetta – il 10 agosto i tedeschi fecero fucilare 15 partigiani proprio in piazzale Loreto.

piazzale Loreto

I corpi saranno lasciti esposti per tutta la giornata, “un’offesa alla tradizione civile di Milano”. Franco Loi ricorda con raccapriccio: “Giunsi sul luogo e vidi quei corpi ammonticchiati. Un’immagine tremenda. Tutto lì mi pareva finto. I fascisti, la gente, le case. Anche il cielo sembrava di cartapesta. La sola cosa vera, in quella Milano allo stremo, era la morte. Sul corpo di uno dei fucilati, Umberto Fogagnolo, venne ritrovata la fotografia di un figlio. Sul retro una scritta: il mio ultimo pensiero è per voi, W l’Italia”.

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