Rifugio antiaereo Piazza Duomo – Milano, 1944

L’ombra del Duomo si allunga sul sagrato dove il 5 gennaio 1943 si apre il cantiere per la realizzazione del più grande rifugio antiaereo pubblico voluto dal Comune di Milano. Il progetto e la Direzione Lavori sono affidati all’ing. Luigi Lorenzo Secchi (1899 – 1992), dirigente della Divisione Urbanistica del Comune, mentre la costruzione è appaltata alla “Ditta Ing. A. Morganti”. I lavori cominciano con la rimozione del lastricato, progettato nel 1929 dall’arch. Piero Portaluppi e realizzato in marmi e pietre policrome. A sinistra dell’immagine si possono osservare i “candelabri”, particolari lampioni disegnati da Gaetano Moretti, professore di Architettura e Composizione architettonica del Politecnico di Milano, la cui conservazione condiziona la pianta del rifugio.

rifugio antiaereo

Nel corso degli scavi, profondi fino a 9 metri, vengono alla luce notevoli vestigia antiche, tra le quali i resti della cattedrale dedicata al Salvatore, poi a Santa Tecla, oggi visitabili. La complessa stratificazione archeologica è causa di ritardi nell’avanzamento dei lavori e richiede la variazione del progetto in corso d’opera, originariamente pensato per avere una superficie calpestabile di 1.190 m2 e accogliere 2.380 persone. Le vicende belliche, i bombardamenti subiti dalla città e la penuria di materiale, come ad esempio il cemento, non ne facilitano il compimento. I preventivati 210 giorni per la consegna si dilatano fino a giungere al 10 agosto 1944, mentre i residui lavori accessori e la pavimentazione del Sagrato, riposizionando gli elementi lapidei inizialmente rimossi, si concludono il 15 luglio 1945.

 

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