Villa Triste – Milano, 1945

In una zona periferica della città, a due passi da piazzale Lotto, c’è una casa il cui aspetto oggi suona sinistro. Si tratta del villino al numero 15 di via Paolo Uccello, divenuto celebre per aver ospitato, nel corso di alcuni mesi del 1944, le “imprese” della famigerata banda Koch, specializzata in torture. Dapprima operante a Roma in via Tasso, con l’occupazione alleata i componenti della banda si trasferiscono a Milano in questa sede. Spiavano, arrestavano, tramavano e più di ogni altra cosa torturavano, senza discriminazione politica. Finirono nelle sgrinfie della banda tanto oppositori politici, agitatori e presunti sabotatori che fascisti invisi al protettore della banda, Buffarini Guidi, ministro dell’Interno.

Villa Triste

La città insorse e, grazie all’intercessione del cardinale Schuster, il 24 settembre il questore Bettini a capo della “Muti” e di altre forze fasciste si presentò alla porta di Villa Triste e trasse in arresto 53 persone, tra cui Pietro Koch, il “crudele e vizioso” organizzatore della banda, che finì dapprima a San Vittore e poi fucilato nel 1946 dopo che era riuscito a far perdere le proprie tracce nei giorni seguenti la Liberazione. Il suo protettore, ex ministro dell’Interno Buffarini Guidi, era già stato fucilato il 10 luglio 1945. La denuncia che aveva portato alla chiusura e agli arresti, ricorda Lucio Ceva, era partita dal coraggioso Edoardo Majno, commissario dimissionario del sindacato avvocati di Milano.

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