La Rinascente

Dopo i bombardamenti del 1943 durante i quali venne colpita da una bomba incendiaria che la ridusse a un cumulo di macerie, gli storici magazzini Bocconi, ribattezzati nel 1917 La Rinascente da Gabriele d’Annunzio in seguito al primo incendio che li aveva devastati, si ritrovarono per la seconda volta privi di una sede. Fu così che, a partire dall’anno successivo, si pose il problema di trovare una collocazione provvisoria, in attesa di mettere mano alla costruzione del nuovo edificio. A partire dal 1944 per un periodo di 6 anni troverà ospitalità nel portico del Palazzo della Ragione, opportunamente tamponato e adattato alle nuove esigenze. La cosa fece storcere il naso a più di un milanese.

 

Rinascente

 

Rinascente

Tra tutte si alzò la voce autorevole del direttore dei musei civici milanesi Costantino Baroni che, a proposito del nuovo utilizzo del duecentesco palazzo del Broletto nuovo, scrisse senza mezzi termini: “Ma lasciatemi dire che, in fondo, lo sconcio più grave, l’affronto più indigesto inferto al decoro dei Milanesi è rappresentato dalla piazza Mercanti, da quello ch’essa è diventata. Il severo edificio sfuggito miracolosamente intatto, insieme alla sua piazza, alle distruzioni della guerra è trasformato in sede utilitaria di un grande magazzino. Bel disastro davvero! Il guaio fu combinato, si dice, in pieno clima di ufficiose persuasioni repubblichine e al fatto compiuto non mancò chi pretese di consolarsi con un magro baratto di danari a favore dei restauri cittadini erogato a titolo di tacitazione di chi per ufficio protestare avrebbe dovuto, e magari, piuttosto che accettare, andarsene. Ma è debordata con i suoi polipi ahimè di duro cemento e dura pietra nel raccoglimento della deliziosa piazzetta, ormai divorata da quel banale fungo a forma di cubo intonacato di sospetto color tortora fra il grigio cristallino del marmo di Candoglia della svelta Lobia degli Osii e il rosso mattone delle spinose corniciature in cotto dei Panigarola“.

Come sottolinea Baroni, non soltanto l’emporio aveva occupato il piano terreno del Palazzo della Ragione destinato a spazio espositivo, ma ebbe anche bisogno nel corso degli anni di un’ulteriore struttura che fungesse da magazzino di appoggio per stoccare le merci. Fu così che venne realizzato quel goffo cubo di cemento che suonava davvero come un affronto alla deliziosa piazzetta che era stata risparmiata dalle bombe.

Rinascente

Soltanto alla fine del 1950 la Rinascente poté tornare nella sua sede originale ricostruita ex novo su progetto di Fernando Reggiori. In un certo senso, anche in virtù del nome due volte profetico che D’annunzio le aveva assegnato dopo il primo incendio del 1917, divenne insieme alla Scala e alla Galleria uno dei simboli del ritorno alla vita della città.

Dopo alterne vicende e molti passaggi di mano, nel 2011 il palazzo è stato venduto per 472 milioni, guadagnandosi la palma di singolo edificio più pagato nella storia della città.

 

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