La borsa nera – Milano, 1945

Dal primo ottobre 1941 entrano in vigore le tessere annonarie, che consentono di comprare pane, carne e alimentari in genere secondo quantitativi stabiliti. Circa 800 sono le calorie giornaliere imposte per ogni cittadino non impiegato in lavori pesanti, che possono arrivare in questo caso fino a 1500. Queste misure restrittive imposte per garantire a tutti il soddisfacimento di un fabbisogno minimo, determinano lo svilupparsi parallelo del fenomeno della Borsa nera. I treni che dalla campagna portano a Milano pendolari e viaggiatori occasionali sono gremiti di passeggeri che conducono sospette valige gonfie di generi alimentari. Talvolta incappano nei controlli disposti nei pressi della stazione, ma in quel caso trovano quasi sempre il modo di accomodare la faccenda, corrompendo gli ispettori con denaro o più spesso barattando una parte del prezioso contenuto. Alcuni rivendono in proprio, altri si affidano a organizzazioni che nel tempo avrebbero ramificato una diffusione capillare sul territorio.

mercato nero

Molti trasportano le merci con l’ausilio di carri e carretti trainati da cavalli o asini, meno sottoposti a possibili controlli delle autorità. Il risultato certo è che di primo mattino la città si risveglia animata da persone dall’aria ambigua e da convogli piccoli e grandi che attraversano il centro cittadino inondando le case dei ricchi milanesi di generi alimentari. Come avviene il commercio? A volte sono gli stessi esercenti ad avere allestito un retrobottega nel quale trattano generi di ben altro valore rispetto a quelli acquistabili con le tessere. Meno diffusa che nel resto d’Italia è la presentazione porta a porta, proprio perché Milano è innervata di minacciose figure, le portinaie, spesso delatrici, la cui presenza sconsiglia pratiche illecite. C’è infine un mercato nero a livello più alto, che riguarda le aziende. Alcune di esse nel dopoguerra avrebbero costruito successo e fortune grazie a queste pratiche illecite. Approvvigionarsi di materie prime in maniera illegale nell’immediata vigilia di un provvedimento restrittivo avrebbe comportato la possibilità di rivendere alla concorrenza a prezzi decuplicati in situazioni di emergenza. Ed è quello che accadde per molte realtà che da quello squilibrio iniziale costruirono la propria fortuna.

Ci sono due diversi periodi che contrassegnano la borsa nera. Durante il primo, fino al 1942, il controllo era assai rigido e le pene esemplari. Mano a mano che la situazione peggiorava e le condizioni di vita si facevano più critiche, anche i controlli diventarono più blandi. Non si poteva perquisire tutti né si poteva abbattere il morale di uomini che già si sentivano abbandonati al proprio destino da uno stato che non si era fatto carico delle loro esigenze primarie.

È interessante forse sottolineare che tale fenomeno fu all’origine di una sorta di livellamento economico e sociale, con l’ascesa di classi che fino ad allora erano tenute in assoluto discredito, a cominciare dai contadini e dai montanari che venivano in città a fare affari d’oro.

About the author
spirale