Il Duomo – Milano, 1943

Tra tutti i simboli cittadini colpiti e martoriati dalle bombe alleate, il Duomo ebbe certamente la sorte meno infausta. Se pensiamo alla Scala, a Santa Maria delle Grazie o ancora a Sant’Ambrogio abbiamo un confronto immediato. Questo si deve principalmente a due fattori. Il primo è ascrivibile alla buona sorte: una sola dirompente centrò in pieno la chiesa ma rimase inesplosa. La seconda ragione è più tecnica. I danni maggiori agli edifici milanesi furono causati dalle bombe e dagli spezzoni incendiari. Penetrando attraverso i tetti aggredivano le strutture di legno indebolendole e causandone sovente il crollo.

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La copertura del Duomo era resistente a questo tipo di aggressivi, che invece distrussero la Rinascente, la Scala o la sala delle Cariatidi per fare qualche esempio. Nonostante questo anche la Cattedrale fu vittima di danni. Furono segnalate profonde scheggiature sulla facciata e svariati danni alle guglie. In particolar modo va segnalata una bomba che colpi la facciata dell’orologio nel palazzo del Camposanto e causò, con lo spostamento d’aria, lo sfondamento delle vetrate dell’abside e il danneggiamento dell’organo. Altri danneggiamenti si ebbero in seguito agli scoppi delle bombe cadute sui palazzi limitrofi. Nel 1940, scartata l’ipotesi di colorarla di verde per mitigarne il lucore, la Madonnina, posta sulla sommità, fu rivestita di teli bianchi.

 

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